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Benedetta Toni Coordinatore scientifico regionale del Progetto Musica
Un coro in ogni scuola dell'Emilia Romagna
“Un coro in ogni scuola” è lo slogan con cui Luigi Berlinguer nel 1996, in relazione al Progetto speciale Musica, inaugurò un’impresa ardua per il nostro paese (seppur patria del melodramma), ossia quella di lanciare un appello per la diffusione della coralità intesa come alta forma di socializzazione e di musicalità, sia in orario curricolare che extra-curricolare. “Una scuola in cui si impara a leggere, a scrivere, a far di conto e a far di canto”. Con queste parole termina il Documento programmatico (dicembre 2006) del Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica per tutti gli studenti, presieduto da Luigi Berlinguer, che ha la mission di promuovere la curricolarizzazione della musica in tutti gli ordini scolastici e di diffondere una metodologia di apprendimento pratico della musica che coniughi ‘conoscere’ e ‘fare’, ‘fruizione consapevole’ e ‘produzione creativa’. Il Progetto regionale Musica ha raccolto la sfida valorizzando le competenze musicali di oltre 1700 bambini delle scuole di ogni ordine e grado della nostra regione attraverso due progetti sull’educazione alla coralità: il progetto “Te Deum” e il progetto “Ragazzo col violino”. Il primo, veramente singolare per la scuola italiana, è nato su iniziativa del Maestro Claudio Abbado, di Gisella Belgeri (Vice-presidente operativo dell’Orchestra Mozart di Bologna) e di Luigi Berlinguer. L’intento è stato quello di realizzare uno spettacolo grandioso: il concerto si è svolto il 25 ottobre 2008 presso il PalaDozza di Bologna, con 900 esecutori, di cui 600 bambini delle scuole emiliano-romagnole, con la presenza di tre orchestre (Orchestra Mozart, Orchestra Giovanile Italiana, Orchestra Cherubini), due cori adulti e due solisti, guidati dal Maestro Abbado nel “Te Deum” di H. Berlioz. Il “Te Deum” è stato anticipato da una mirabile esecuzione di ‘Pierino e il lupo’ di Prokofiev con l’eccezionale narrazione di Roberto Beningni. Il secondo ha coinvolto nuovamente 600 bambini della nostra regione (in particolare le scuole di Modena e i cori di altre province esclusi dal Progetto “Te Deum”) ed è stato realizzato a Modena presso il Teatro Storchi il 15 dicembre 2008, durante il Concerto di Natale. Ha riguardato l’esecuzione, in forma di concerto, dell’operina “Ragazzo col violino”, libretto di Roberto Piumini, musica di Andrea Basevi.
Il progetto “Te Deum”
Al concerto “Te Deum” di Berlioz i bambini si sono preparati attraverso una rassegna-concorso, dal titolo “Un coro in ogni scuola”, svoltasi il 27 maggio 2008 presso il Teatro Manzoni. Il concorso ha coinvolto 1200 bambini delle scuole primarie e medie della nostra regione che con costanza, determinazione e passione hanno eseguito il pezzo d’obbligo (“Judex crederis” del “Te Deum” di Berlioz) e un brano a scelta del loro repertorio: “Amazing grace” con ninnananna sarda, “Do-re-mi” dal musical “The sound of music” di Rodgers e Hammerstein, “Wiegenlied” di Brahms, “Amica luna” di L. Galeazzi e M. Nardi, il canto tradizionale rom “Ederlezi”, suite dal film “Les Choristes” di B. Coulais e C. Barratier, “Goccia dopo goccia” dal repertorio del Piccolo coro dell’Antoniano, un medley di Villa Lobos, lo spiritual “Go down Moses” a tre voci, la “Ode an die Freude” di Beethoven, filastrocche musicate di Gianni Rodari, una suite di Carl Orff, brani etnici, d’opera, musica da film, musica jazz e canti popolari. Successivamente i cori individuati per lo spettacolo del 25 ottobre 2008 hanno provato per mesi a piccoli gruppi e quindi, per una settimana, tutti insieme, coordinati dal Maestro Silvia Rossi del Teatro Comunale di Bologna. Qualche giorno prima del concerto ho rivolto alcune domande a Luigi Berlinguer e a Claudio Abbado sul valore formativo della musica a scuola. Riporto di seguito due interviste.
Luigi Berlinguer: l’apprendimento pratico della musica
Cosa significa far incontrare i bambini con la musica a scuola? “Significa introdurre una rivoluzione nella scuola e nella cultura. La musica è un bene e un diritto che tutti devono poter assaporare. Significa non soltanto educare gli alunni all’ascolto, ma anche insegnare a tutti a cantare e a suonare uno strumento”. Perché è opportuno introdurre l’apprendimento pratico della musica fin dalla scuola dell’infanzia? “Perché a me non piace un mondo di tifosi con pochi giocatori, perché non è giusto che la musica sia vissuta dalla maggior parte dei ragazzi in modo passivo e solo da pochi attivamente. Perché si impara la musica solo dall’interno, suonando e cantando. Uno strumento musicale, voce compresa, è un amico per tutta la vita, che non ci abbandona mai, ci fa compagnia, ci rende lieti nei momenti più tristi. La musica è l’arte più naturale dell’essere umano, è l’espressione della musicalità che appartiene a tutti. Non c’è niente che come la musica riesca a coniugare attrattività e disciplina, gioia e fatica. La musica educa l’intelligenza, non solo in campo artistico, ma anche nelle altre discipline”. Come si può diffondere la pratica musicale nelle scuole? “Inserendo la musica nel curriculum dal punto di vista operativo e non solo normativo; considerandola fra le discipline che si debbono fare, con la stessa dignità di matematica, lingua, storia…; dandole spessore di ‘arte praticata’. La musica dovrebbe essere insegnata da docenti specialisti che affianchino i docenti generalisti; è necessario pertanto formare adeguatamente i docenti generalisti”. Perché ha pensato di contattare il Maestro Claudio Abbado per l’esecuzione del “Te Deum” di Berlioz con i cori scolastici dell’Emilia-Romagna? “Perché il Maestro Claudio Abbado ama i bambini e i ragazzi. La sua attività musicale è contrassegnata da un grande senso e valore etico, da una sensibilità sociale che si ispira all’esempio del Venezuela. Inoltre sul piano tecnico-artistico è uno fra i direttori maggiormente preparati e attenti all’educazione alla pratica musicale fin da piccoli. Siamo molto orgogliosi di questo rapporto di amicizia e di stima, della forte determinazione del Maestro Abbado nel volere questo ‘esercito’ di voci bianche e della sua volontà di coinvolgere la scuola in quest’impresa monumentale: seicento voci bianche, tre orchestre, cori adulti, per un totale di novecentotrenta esecutori”. Come stanno vivendo i bambini quest’esperienza? “Sono entusiasti ed emozionati per la performance, per il palcoscenico, per lo scenario straordinario che li circonda. Sono concentrati nell’esecuzione del “Te Deum”, brano di indiscusso e complesso profilo musicale e non si dimenticheranno mai di questa serata. I genitori saranno con noi, per dimostrare quanto sia importante portare avanti questa battaglia di valorizzazione della musica pratica nelle scuole”.
Claudio Abbado: l’incontro con la musica Che importanza ha la musica nella formazione della persona? In particolare, che importanza riveste l’incontro dei bambini con la musica e ancor più con il canto? “Nella vita di ogni persona, e particolarmente da bambini, è importantissimo imparare ad ascoltare e ad ascoltarsi. Sono attitudini fondamentali nella vita di ognuno. Il fare musica, in particolare il fare musica insieme, è uno strumento profondamente efficace in questo senso, che ai bambini può essere proposto come un vero e proprio gioco. Questo approccio, ormai acquisito in molti Paesi, dovrebbe radicarsi molto di più anche in Italia. È necessario che la musica entri sempre più nella vita degli studenti di ogni età. Il coro è sicuramente la forma più immediata e coinvolgente ed è quindi l’ideale per un primo approccio, perché si basa su un’attitudine naturale. Cantare è un impulso primordiale, innato nell’uomo. La vocalità attraversa la storia dell’espressione umana, fin dalla preistoria. Pensiamo poi alla magia del gregoriano, ai capolavori di Palestrina, di Bach, Mozart, Verdi, fino ai giorni nostri”. È per questi motivi che ha scelto il “Te Deum” di Berlioz per il concerto del 25 ottobre a Bologna? “Certamente. La partitura prevede, oltre a un’orchestra molto numerosa e a due cori di adulti, un coro di voci bianche formato da seicento bambini. Ciò rende di rara esecuzione questa composizione, che quindi è poco conosciuta, soprattutto in Italia. Questo è un altro importante motivo che mi ha portato a scegliere il Te Deum”. Quale esperienza stanno vivendo i bambini delle scuole che cantano? “Da questo punto di vista è molto importante, oltre al concerto, il percorso che i bambini e i ragazzi hanno compiuto per arrivare alla serata dell’esecuzione: prima hanno provato a piccoli gruppi, ognuno nella propria scuola. Poi hanno iniziato a unirsi in gruppi di due o tre cori, quindi, a ridosso del concerto, tutti i seicento bambini si sono ritrovati per la prima volta insieme. Sarà una grande emozione per loro, e lo sarà ancora di più quando finalmente saliranno sul grande palco con l’orchestra e i cori degli adulti. Sicuramente sarà per loro un’esperienza indimenticabile e unica. Spero che dopo questo concerto i bambini continuino a fare musica insieme, in coro o magari iniziando a suonare uno strumento”. Quale è stato il suo incontro con la musica? “Ho avuto la fortuna di nascere in una famiglia di musicisti. Si può dire che sia nato con la musica. Già da quando avevo tre o quattro anni ascoltavo sempre trii di Mozart, Beethoven, Schubert, suonati in casa da mio padre Michelangelo, violinista, assieme al violoncellista Gilberto Crepax, padre di Guido, il mio amico più caro, e al pianista Carlo Vidusso”.
Il progetto “Ragazzo col violino” Il progetto “Ragazzo col violino” è nato con l’idea di coinvolgere molti bambini, molti dei quali non erano stati individuati come esecutori del “Te Deum” di Berlioz, in un progetto unitario, adatto a loro sia dal punto di vista testuale, sia dal punto di vista vocale e musicale. Durante il convegno “La Musica nella Formazione della Persona”, svoltosi sabato 11 ottobre 2008 presso la Cappella Ducale di Palazzo Farnese a Piacenza, ho incontrato Andrea Basevi, compositore di successo di opere vocali per bambini, e, dopo un breve scambio di battute, abbiamo ideato di realizzare a Natale, durante il Concerto del Progetto regionale Musica (USR E-R, ANSAS ex-IRRE E-R, Regione E-R), l’operina “Ragazzo col violino”, musica di Andrea Basevi, libretto di Roberto Piumini. E così oltre 600 bambini di cinque province della regione Emilia Romagna hanno iniziato a studiare la storia di Patrizio Sincero, del suo violino dal magico ritornello e della principessa Misterina. Il giorno della prova generale, martedì 9 dicembre 2008, si sono incontrati nel teatro modenese tutti gli esecutori compresi i ‘solisti’ dell’Istituto di Alta Formazione Musicale “Orazio Vecchi” di Modena. Gli alunni delle scuole di Modena (scuole dell’infanzia “Cimabue”, “Costa”, “Sanremo” e Saluzzo” del Comune di Modena, i circoli primo e ottavo di Modena) hanno intonato le note delle prime due canzoni “C’era una volta Patrizio Sincero” e “Ti ringrazio, ti ringrazio”: un allegro moderato in cui sembra delinearsi il tema spensierato di Patrizio e un allegretto che svela il ritornello magico di ‘sei re, tre fa e due mi’ suonato dal violino. Gli alunni dell’istituto comprensivo ‘Parmigianino’ hanno cantato l’allegro ritmico “Che ti prende fazzoletto” e l’allegretto “Al castello di Stranè”, in cui fa il suo ingresso la bella principessa Misterina, che rifiuta tutti i pretendenti tranne quello che le “suonerà una sonatina che la sappia far ballare”. Gli alunni della scuola ‘Mordani’ di Ravenna si sono cimentati nell’allegretto “Dormi e sogna”, complesso sia dal punto di visto ritmico, sia vocale, ma affascinante per l’espressività, data dagli interventi recitati alternati a quelli cantati; hanno poi proseguito con la canzone “Ti riconosco ladra nel bosco” dedicata alla ‘brigantessa dalla puzza spessa’. Gli alunni dell’istituto comprensivo ‘Miramare’ hanno eseguito le canzoni “Padre mio” in tonalità minore e “Ah che figlia”, ove il padre si rivolge alla figlia Misterina che non risponde favorevolmente neanche ad ‘allegre note’. Infine gli alunni dell’istituto comprensivo di Castenaso hanno concluso con “Cosa è tutto questo pianto” e con il lieto fine “C’era una volta Patrizio Sincero” in cui Patrizio, suonando il ‘violino incantato’ fa ballare Misterina, che l’amerà per sempre. Una vera e propria favola che nello spettacolo del 15 dicembre ha rivelato i toni emozionanti e incantati del libretto scritto e recitato da Roberto Piumini, mentre i bambini si sono concentrati per l’esecuzione musicale, ma allo stesso tempo sono stati coinvolti e catturati dalla narrazione, hanno sorriso e scherzato alle voci drammatizzate dei personaggi, hanno partecipato entusiasti alla ricerca di Patrizio, si sono interrogati sui desideri di Misterina, si sono divertiti cantando insieme. |