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DIDATTICA DELL’ASCOLTO Print E-mail
Written by Antonella Cornacchia   

Antonella Cornacchia, Formatore

Definizione del tema
Dovendo predisporre unità di apprendimento rivolte a bambini della scuola dell’infanzia e primaria, la scelta dei brani da trattare è stata orientata nelle seguenti direzioni:
- musiche con un chiaro intento descrittivo (che cercano di rendere con immediatezza un’immagine reale anche ricorrendo al linguaggio onomatopeico);
- musiche che rimandano a un preciso contesto narrativo;
- musiche provviste di testo letterario.
Poiché la musica per la sua stessa natura è basata sull’udito, l’educazione musicale non può prescindere dall’esperienza dell’ascolto, esperienza che diventa memoria nel momento in cui il bambino viene abituato a percepire le diverse sfumature ritmiche, dinamiche, agogiche, nonché i rapporti fra i suoni, anche attraverso un attivo coinvolgimento a livello affettivo, cognitivo e psicomotorio.
Esperienza e memoria generano familiarità e comprensione, consuetudini che da una parte permettono di sensibilizzare i bambini alla bellezza attraverso una forma d’arte importantissima qual è la musica, dall’altra di avvicinarsi a essa imparando a conoscerla e ad amarla.

Impariamo ad ascoltare
A - La musica racconta… con i suoni (Scuola dell’infanzia e primaria)
- Vivaldi, La Primavera, I tempo;
- Saint-Saëns, Carnevale degli animali;
- Musorgskij-Ravel, Quadri di un’esposizione.
B - La musica racconta… con le parole (Scuola primaria, classi IV e V)
G. Rossini, La Cenerentola;
- Canzone, Una volta c’era un re;
- Stretta dell’Introduzione, coro, O figlie amabili di Don Magnifico;
- Sestetto, Questo è un nodo avviluppato;
- Dalla scena finale, rondò, Non più mesta accanto al fuoco.
Durante il lavoro con le insegnanti, sono stati sviluppati in modo articolato entrambi i moduli. Per ragioni di spazio, dovendo qui sintetizzare, ho pensato di illustrare nelle linee generali solo alcune attività inerenti al modulo A (musica strumentale) e di svolgere invece in modo più dettagliato il lavoro inerente al modulo B (musica vocale). Spesso, infatti, l’opera non viene quasi mai trattata perché ritenuta di difficile comprensione da parte degli alunni di questa età. In realtà, oltre a innescare processi cognitivi in diverse direzioni, essa costituisce un interessantissimo mezzo di ‘educazione sentimentale’, una vera e propria scuola dei diversi ‘affetti’, sublimati attraverso la musica, e, in questo caso, inseriti nell’intreccio fiabesco e meraviglioso della fiaba in oggetto. Inoltre, poiché la disciplina Musica è stata per lungo tempo un po’ la cenerentola nel contesto scolastico dei programmi ministeriali, mi è sembrato doveroso, almeno in questa occasione, dedicare a ‘questa’ Cenerentola la possibilità di potersi esprimere in un più ampio spazio.

A - La musica racconta… con i suoni
Sono stati scelti brani che offrono diverse possibilità di approccio: dall’accompagnamento strumentale alla sincronizzazione ritmico-motoria, dall’interpretazione grafico-cromatica all’invenzione di semplici coreografie.
Per fare qualche esempio:
- Primavera di A. Vivaldi, I tempo: invenzione di semplici coreografie per visualizzare la struttura (forma con ritornello) e/o il programma che il brano intende sviluppare (vedi sonetto dimostrativo);
dal “Carnevale degli Animali”
- Marcia del leone: camminare a tempo, invenzione di semplici coreografie, sincronizzazione ritmico-motoria, accompagnamento con strumenti, adattamento di un testo alla melodia.
- Cucù nel bosco: sonorizzazione del verso del cuculo, drammatizzazione (boscouccellino), azione e riposo, accompagnamento con strumenti.
Dai “Quadri di un’esposizione”
- Balletto dei pulcini nei loro gusci: invenzione di una semplice coreografia per visualizzare la struttura (ABA), realizzazione dell’immagine ‘descritta’ dalla musica (attività grafico-cromatica). Bianco e nero o colori? Confronto fra le due versioni, per pianoforte (Musorgskij) e per orchestra (Ravel). Timbro e colore: interpretazione graficocromatica.

B - La musica racconta… con le parole
Obiettivi generali: sviluppare abilità percettive; avvicinare i bambini ai principali generi musicali di epoche e culture differenti con particolare riferimento a opere musicali del patrimonio occidentale epistemologicamente ed esteticamente rilevanti.
Obiettivi specifici: conoscere e comprendere la dimensione musicale presente nel linguaggio parlato: la prosodia; comprendere il contributo che la musica arreca al significato delle parole; comprendere il rapporto esistente fra elementi musicali (ritmo, dinamica, velocità, profilo melodico, timbro) e stato d’animo espresso; conoscere alcuni principi costitutivi del linguaggio musicale operistico; conoscere alcune parti dell’opera lirica e la loro funzione; conoscere i registri vocali e i relativi ruoli.

Atto I, scena I, Canzone, Una volta c’era un re
1 - Dettare il testo.
2 - Farlo leggere ad alcuni bambini: confronto, discussione, analisi dei diversi stati d’animo che emergono a seconda del tipo di lettura.
3 - Isolare due stati d’animo opposti: tristezza e allegria; analisi degli elementi prosodici (intonazione, timbro, velocità, intensità, ritmo) di ciascuno e confronto.
4 - Ascolto del brano: come è questo personaggio, felice o triste, perché? In quale modo la musica rende con tale immediatezza lo stato mesto, triste, malinconico di chi sta cantando?
5 - Analisi delle strutture sonore (andamento lento, timbro scuro, profilo melodico ‘singhiozzante’, con frequenti cadute verso il grave, dinamica piuttosto uniforme, frasi melodiche brevi con frequenti ‘soste’, sospensioni e pause, tono di voce ‘flemmatico’, accompagnamento ‘scarno’ dell’orchestra…); identità con gli elementi prosodici precedentemente analizzati nella recitazione.
6 - Andiamo a vedere qual è il contesto in cui si muove questo personaggio, chi è, cosa sta facendo, perché… (dare la didascalia della scena I).
7 - Succede anche a noi di abbandonarci a piacevoli fantasticherie quando ci troviamo in situazioni che non ci soddisfano? Esempi.
8 - Ascolto della scena I, dall’inizio, per far notare il contrasto fra il cicaleccio delle voci acute delle sorellastre, immerse in un’atmosfera allegra e spensierata, e il canto di Cenerentola, ‘scuro’, pieno di mestizia e di rassegnata tristezza.
9 - Qual è il colore del cuore di Cenerentola? Disegnare sopra al testo della canzone un cuore, colorare con il pastello che meglio esprime, secondo ciascuno, il carattere espressivo del brano.
10 - Canto della canzone.
Conoscenze e ulteriori sviluppi: il libretto, la trama il confronto con la fiaba originale di Perrault, uguaglianze e differenze. Funzione e caratteristiche dell’aria di presentazione (in questo caso, trattandosi di una fiaba, sostituita dalla canzone) ‘biglietto da visita’ del personaggio; inventare una propria aria di presentazione (ed eventualmente adattare il testo ad una melodia nota). Rappresentare con il disegno la scena I descrivendo quanto espresso dalla didascalia.
Dei successivi brani sono citati, per ragioni di spazio, solo le attività principali e/o gli obiettivi operativi su cui si è lavorato.

Atto I, scena I, Stretta dell’Introduzione, O figlie amabili di Don Magnifico
- Esecuzione corale parlata del testo, contestualizzazione
- Ascolto, esecuzione.
- Analisi delle strutture sonore, in generale, e della dinamica in particolare: partitura cromatica del testo per evidenziare i cambiamenti di intensità (colorare le diverse frasi col colore più o meno intenso a seconda dell’intensità forte o debole).
- Il coro: tipologie, funzioni all’interno dell’opera lirica.
- Sintesi dell’analisi musicale (coro di voci pari maschili, andamento omoritmico, intensità molto variata, carattere allegro e incitativo sottolineato dalla frequenza della cellula ritmica puntata, metro marcato…) e relazione con il carattere espressivo del brano.

Atto II, Sestetto, Questo è un nodo avviluppato
- Elenco dei personaggi che intervengono nel canto, lettura del testo, singola e collettiva,
- Osservazioni sul carattere espressivo del testo determinato da alcuni fonemi che si ripetono con maggior frequenza e che contribuiscono a rafforzare l’idea dell’incredibile ‘groviglio’ che si va creando (in particolare la ‘r’), analisi del testo (rime, allitterazioni).
- Esecuzione a canone parlato.
- Ascolto del brano, individuare le diverse entrate dei personaggi, riconoscerli in base al timbro e al registro vocale; canto col cd, divisi in gruppi, delle parti omoritmiche.
- Evidenziare alcuni procedimenti che caratterizzano il brano: dal modo in cui le voci entrano una dopo l’altra al procedere insieme con un dinamico canto sillabato; alternanza fra procedimenti omoritmici e fioriture melismatiche, monodia e contrappunto.
- Confronto fra le diverse esecuzioni, parlata e cantata, evidenziare la facoltà della musica di dar voce, in simultanea, ai sentimenti discordi dei personaggi (risorsa che costituisce anche una delle differenze sostanziali fra l’opera e il teatro in prosa dove, se tutti parlano insieme, non si capisce niente).
- Rappresentazione grafica del testo (parole che si intrecciano)

Atto II, dal rondò finale, Non più mesta accanto al fuoco
- La voce come strumento, ascolto del brano, definizione carattere espressivo.
- Sintesi delle possibilità espressive della voce e delle tecniche compositive utilizzate nell’opera lirica (ripetizione di singole parole o frasi, sovrapposizione di più parti contemporaneamente, alternanza dei diversi stili di canto ecc.).
- Confronto fra le due arie di Cenerentola: aspetti musicali che caratterizzano ‘l’affetto’ di ciascuna.