|
Benedetta Toni, Coordinatore scientifico regionale Progetto Musica
Il concetto di laboratorio in musica è stato più volte esplorato e indagato sia in ambito scientifico sia in ambito didattico. La musica necessita, maggiormente rispetto ad altre discipline, di un contesto fisico di apprendimento ‘attrezzato’ con materiali che possano consentire agli studenti di esprimersi ‘suonando’ e ‘cantando’, con risorse tecnologiche che offrano l’opportunità di ‘ascoltare’ e ‘registrare’ musica, con strumenti musicali (strumentario didattico, strumenti tradizionali) affinché gli alunni possano agire la musica, reagire ad essa e interagire attraverso la musica con gli altri. A partire dal Progetto speciale Musica si è diffusa la definizione di laboratorio musicale come luogo adibito alle attività musicali in quanto munito di attrezzature specifiche. All’epoca con un’ingente somma di finanziamenti sono stati valorizzati 300 laboratori musicali sul territorio nazionale. Dalle indagini VALMUSS 1 e 2 (Valutazione dei laboratori musicali del sistema scolastico) dell’INValSI il laboratorio risulta configurato come: centro di sperimentazione e innovazione dell’educazione musicale e delle metodologie; luogo di incontro fra studenti di età diverse, di apprendimento cooperativo e di sviluppo spontaneo di competenze; centro di formazione e di aggiornamento per gli insegnanti; centro di attrezzature e risorse musicali, di promozione, documentazione e valutazione. In particolare all’interno della seconda indagine (VALMUSS 2) sono stati individuati indicatori di qualità sulle seguenti categorie: i corsi d’aggiornamento per il personale docente, l’attività corale, l’attività strumentale, la produzione di musiche o spettacoli originali, la costruzione di percorsi musicali mirati alla conoscenza e all’integrazione culturale. Con le Indicazioni per il curricolo del 2007, elaborate in collaborazione con il Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica, si è accentuata un’idea di didattica laboratoriale in ambito musicale intesa come sviluppo dell’azione sonora, della reazione ai suoni e dell’interazione con essi nella scuola dell’infanzia (cfr. Indicazioni per il curricolo: “La musica è un linguaggio universale, carico di emozioni e di tradizioni culturali” e consente al bambino “interazione con il paesaggio sonoro”, “ascolto delle proprie produzioni sonore” e conquista del “piacere di fare musica”). Nella scuola primaria e secondaria di I grado, in continuità verticale, è stata accentuata la dimensione del far musica insieme nelle attività di creazione musicale: improvvisazione e composizione (cfr. Indicazioni per il curricolo del 2007: “In particolare, attraverso l’esperienza del far musica insieme, ognuno apprenderà a leggere e a scrivere musica, a comporla e a improvvisarla, laddove con ‘improvvisazione’ si intende quel gesto che sintetizza in un unico istante-istinto creativo le diverse fasi del comporre: conoscenza, pensiero, decisione”). Il Progetto nazionale ‘Scuole aperte’ ha tenuto conto sia nell’a.s. 2007-08, sia nell’a.s. 2008-09, dei suggerimenti del Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica e ha considerato il laboratorio di musica, organizzato in orario extra-curricolare, come luogo e metodo di apprendimento pratico della musica, con strumenti, ma soprattutto con docenti e coordinatori competenti e con alleanze con il territorio, con strutture con attività pluriennali sulla didattica e la formazione musicale. Il Progetto regionale (a cura di USR E-R, DAMS di Bologna) ha analizzato attraverso un’indagine quali-quantitativa i 36 laboratori musicali in Emilia-Romagna individuati dal Progetto speciale Musica. Il Progetto regionale Musica (a cura di Regione Emilia-Romagna, ANSAS ex IRRE E-R, USR E-R) è andato oltre le indicazioni ministeriali e regionali precedenti, in quanto ha finanziato e preso in esame i laboratori e gli spazi attrezzati realmente ‘attivi’, finanziando 60 realtà musicali nelle scuole della regione attente alla dimensione polivalente del concetto di laboratorio (il luogo, l’atelier musicale, la didattica, le collaborazioni, le sperimentazioni, la formazione, gli spettacoli, l’integrazione con il curricolo, le competenze, la durata pluriennale, la rete, l’innovazione, le prospettive, la ri-creazione e l’interpretazione musicale sulla musica scritta da altri e sulla musica scritta dagli studenti stessi). Nel secondo anno di attività verranno finanziati 13 laboratori musicali delle scuole secondarie di II grado, che hanno saputo sostenere, nel tempo, le sperimentazioni di progetti musicali, i tentativi di inserire all’interno del curricolo discipline musicali (nell’ipotesi di futuri licei musicali) e il personale della scuola per la promozione di attività musicali. Di seguito si riportano alcune esperienze significative, in un’ottica verticale, integrando, insieme alle scuole statali e paritarie, anche le scuole civiche di musica, da considerare come centri di formazione permanente per l’apprendimento pratico della musica.
|